Magna CAR-Ta
La collaborazione dei centri nella gestione del paziente con linfoma

NAPOLI, 18 MAGGIO 2026

STARHOTELS TERMINUS - Piazza Garibaldi, 91
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Magna CAR-Ta - Napoli, 18 Maggio 2026

L’evento è accreditato per:
MEDICO CHIRURGO specialista in:
ematologia; medicina nucleare

N. PARTECIPANTI: 15

CREDITI FORMATIVI: 15,6

 

L’evoluzione delle terapie cellulari ha profondamente modificato il percorso di cura dei pazienti affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), introducendo nuove opportunità terapeutiche ma anche nuove complessità decisionali e organizzative. In questo contesto emerge un’importante necessità terapeutica, legata all’anticipazione delle strategie di trattamento a linee sempre più precoci, già dalla prima ricaduta. Circa il 70% dei pazienti viene infatti definito primariamente refrattario, configurando una popolazione con una marcata esigenza di rapidità decisionale e prontezza d’intervento. In tale scenario, una diagnosi accurata e un monitoraggio tempestivo – anche attraverso PET-TC – risultano fondamentali per identificare precocemente caratteristiche di malattia associate alla refrattarietà primaria o a ricadute con profili di rischio elevato. In particolare, l’impiego delle CAR-T in linee sempre più precoci di trattamento richiede un approccio strutturato e multidisciplinare, capace di integrare correttamente dati clinici, biologici e strumentali.
Tra gli elementi chiave del processo decisionale, la diagnostica per immagini, e in particolare la PET-TC, riveste un ruolo centrale lungo tutto il patient journey: dalla valutazione basale, alla rivalutazione ad interim, fino alla valutazione di fine trattamento. Tuttavia, nella pratica clinica quotidiana, l’utilizzo e l’interpretazione della PET-TC risultano spesso eterogenei tra i diversi centri, con potenziali ricadute sull’appropriatezza terapeutica e sui tempi decisionali. Inoltre, oltre alla PET-TC, anche le metriche utilizzate e il loro cut off possono influenzare notevolmente una decisione terapeutica. Quindi, serve chiarire quali sono le tempistiche utili per effettuare la PET-TC e quali sono i parametri da considerare a ogni end point. A seguire, si rende necessario considerare anche le implicazioni prognostiche sulla definizione del paziente ad alto rischio gli elementi che permettono di identificare le caratteristiche del paziente primariamente refrattario che rimandano all’urgenza terapeutica.
LIVELLO e FINALITÀ della formazione: Il progetto mira a un livello avanzato di apprendimento ed è finalizzato a promuovere un linguaggio condiviso tra specialisti coinvolti nel percorso (ematologi e medici nucleari), a favorire una lettura integrata dei dati strumentali all’interno del processo decisionale, a supportare la corretta identificazione del paziente eleggibile alle terapie avanzate, in coerenza con le evidenze scientifiche disponibili, con focus sull’importanza dell’identificazione precoce per casistiche di urgenza, ad approfondire il tema dell’evoluzione della caratterizzazione prognostica del paziente, a gestire la patologia ad alto rischio, con attenzione ai temi di efficacia e urgenza; a massimizzare le potenzialità legate all’utilizzo della PET-TC per la scelta terapeutica di II linea e per l’identificazione di specifici profili pazienti;
RISULTATI ATTESI: I partecipanti acquisiranno competenze tecniche (analizzare criticamente i principali snodi decisionali del percorso diagnostico-terapeutico) e organizzative (confrontare modelli organizzativi e pratiche cliniche e stimolare la costruzione di criteri condivisi di appropriatezza), contribuendo a migliorare l’integrazione tra centri, a una maggiore omogeneità dei percorsi di cura e a una più consapevole applicazione delle strategie terapeutiche innovative, nel rispetto dei principi di efficacia, sicurezza e sostenibilità del sistema sanitario.

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